3. Disegnare la città del futuro

3.1. Fare la città/rigenerare la città

Scarica il pdf: Disegnare la città del futuro



L’urbanistica non può e non deve più essere una pratica "espansiva" e "dissipativa" di risorse territoriali, come è accaduto fino a pochi anni fa, ma deve occuparsi della città esistente per migliorarla e rigenerarla. Il riuso della città sarà la filosofia cardine per qualsiasi azione in questo campo. Riqualificare intere parti di città può solo aumentare la qualità di Bergamo e offrire opportunità concrete di rilancio per una città che rischia di invecchiare nel suo immobilismo. Per favorire le trasformazioni e un rilancio del settore edilizio proponiamo incentivi e semplificazioni, attenti a non compromettere in alcun modo la qualità pubblica delle nuove parti di città. Pensiamo infine che ogni previsione urbanistica debba essere strettamente collegata al tema più complessivo della mobilità.

  • Zero consumo di suolo e riduzione delle volumetrie - Affermiamo con forza la volontà di fermare il consumo di suolo e l’occupazione di aree libere (naturali ed agricole) per la costruzione di nuovi manufatti. Per le trasformazioni già in atto, e per tutte quelle che potrebbero richiedere inevitabilmente l’occupazione di aree libere, prevediamo di istituire una forma di compensazione ecologica preventiva chiara e definita. Il PGT riflette un’impostazione pre-crisi e va quindi rivisto in tutte le sue parti, a partire da un ridimensionamento delle volumetrie. Il minore impatto sulla città esistente e un minor carico urbanistico consentirà una riformulazione qualitativa e quantitativa delle nuove opere pubbliche collegate alle trasformazioni.
  • Le opere pubbliche: standard e oneri di urbanizzazione - Prevediamo di introdurre sconti sugli oneri e sugli standard nel caso in cui gli interventi urbanistici rispettino alcuni parametri di virtuosità (edilizia in elevata classe energetica, ampie superficie destinate all’housing sociale); di non monetizzare gli oneri ma concordare la realizzazione delle prestazioni pubbliche; di collegare oneri e standard all’effettiva progressione cronologica delle trasformazioni urbane, nonché la possibilità di declinare gli standard stessi verso azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico esistente.
  • I concorsi di progettazione per la qualità del costruito - Ci impegniamo a utilizzare lo strumento del concorso di progettazione per la realizzazione di ogni opera pubblica di rilevante interesse e/o impatto sulla città. Nella revisione del PGT una prescrizione simile sarà inserita anche per gli interventi privati con valenza pubblica; prevediamo anche incentivi sugli oneri di urbanizzazione per i privati che sottoporranno a concorso di progettazione la realizzazione dei loro interventi.
  • La riconversione degli ex-Riuniti - Il recente acquisto dell'intero complesso architettonico da parte della Cassa Depositi e Prestiti ha sbloccato una situazione di stallo che si trascinava ormai da diversi anni: oggi il futuro di quest'area è legato all'insediamento della Guardia di Finanza, che ne occuperà la gran parte. La nuova Amministrazione dovrà garantire tre obiettivi: contenimento delle volumetrie, qualità degli spazi urbani e realizzazione dei previsti servizi per il quartiere. Andrà garantito che i nuovi impianti sportivi che l’Accademia realizzerà risultino fruibili per gli studenti dell'Università e per i residenti dei quartieri limitrofi. Il progetto dovrà puntare ad assicurare la connessione tra i quartieri di Santa Lucia e Loreto, anche attraverso un percorso ciclabile.
  • La porta da riaprire: riduzione delle volumetrie e nuove funzioni - La questione di Porta Sud è il principale banco di prova per una nuova filosofia di pianificazione. Il progetto di trasformazione urbana contenuto nel PGT risulta sovradimensionato e non più attuale. Resta tuttavia irrisolto il problema urbanistico di collegare la Bergamo piacentiniana con i quartieri a Sud e la prossima Amministrazione dovrà affrontare questo tema. è fondamentale rivedere la logica attuativa del progetto "Porta Sud": uno schema più leggero e graduale che consenta uno sviluppo per ambiti separati e con tempi anche diversi; il potenziamento della funzione infrastrutturale; la focalizzazione su funzioni direzionali o di ricerca, ad alto contenuto di innovazione, e l'offerta di housing sociale, anche valutando la possibilità di creare un fondo immobiliare pubblico.
  • Il Parco urbano dello Sport - Bergamo e la sua squadra di calcio, l’Atalanta, meritano senz’altro un nuovo stadio. In coerenza con i principi poc’anzi enunciati perseguiremo il recupero dell’impianto esistente, piuttosto che la sua costruzione ex-novo in area agricola, con obiettivo di promuovere riqualificazione di tutto il comparto urbanistico, caratterizzato da molte aree dismesse. Immaginiamo un parco dello sport urbano, strettamente interconnesso con la città e le sue funzioni centrali, raggiungibile attraverso i mezzi della mobilità dolce, ma al contempo dotato di nuovi parcheggi e vicino agli assi infrastrutturali di livello provinciale.
  • L’anello verde - Intendiamo confermare il progetto della "cintura verde" verso Sud, in grado di preservare e valorizzare le aree agricole che ancora separano il tessuto urbano di Bergamo città dalla conurbazione dei paesi dell’alta pianura. Prevediamo: l’estensione del Parco Agricolo e l’"apertura" delle aree del Parco ai cittadini, rendendole attraversabili, visibili, fruibili. L'idea è quella di realizzare una "circonvallazione verde" ciclopedonale intorno alla città.

Una città unita nei suoi quartieri

A Bergamo i cittadini sentono di appartenere ad un quartiere. Si tratta però di quartieri diversi, di cui è importante riconoscere le specificità:

  • Borghi storici ed aree centrali - La vocazione dei borghi storici suggerisce l’adozione di un programma di ZTL e/o Zone 30 coordinato con alcuni interventi mirati di pedonalizzazione che consentano di liberare le piazze dalle automobili, oltre che l'ampliamento dei marciapiedi. Per incentivare l’uso degli spazi pubblici intendiamo proporre la riduzione della tassa comunale per l'occupazione di suolo pubblico agli esercizi commerciali che si trovano in tutte le aree pedonali della città.
  • Quartieri lungo gli assi di penetrazione - Lavoreremo ad una riclassificazione delle strade che attraversano questi quartieri e all’obiettivo di dotare ciascun quartiere di un vero e proprio "centro urbano", attraverso la riduzione del traffico veicolare (zone 30, ZTL, zone pedonali a seconda delle diverse realtà), la riqualificazione dello spazio urbano per una completa fruizione da parte dei cittadini (marciapiedi larghi, piazze, aree verdi, maggiore illuminazione, piste ciclabili, bike sharing); l’istituzione di un sistema di parcheggi a sosta regolamentata; il sostegno al commercio di prossimità.
  • Quartieri di nuova formazione - La necessità di creare nuove centralità di quartiere vale anche per i nuclei di nuova formazione. In alcuni casi tali centralità già esistono, ma vanno riqualificate. In altri casi, le zone soffrono i problemi di traffico ed dunque è necessario avviare un processo di riclassificazione degli spazi pubblici. In tutti i quartieri che presentano un’alta concentrazione di case pubbliche intendiamo agire affinché non si acutizzino i fenomeni di ghettizzazione, favorendo un mix nei soggetti assegnatari.

Città Alta: i piedi nel borgo la testa nel mondo

La vera essenza di Città Alta è l'equilibrio tra le diverse anime che la compongono. La sfida è quindi quella di trovare la sintesi, non banale, tra conservazione e modernità in questa parte di città nobile e popolare allo stesso tempo.

  • La priorità numero uno è quella di fermare il progressivo spopolamento riportando a vivere in Città Alta giovani e famiglie. La chiave è coinvolgere entità pubbliche, private e private sociali per restaurare gli appartamenti comunali sfitti o in disuso. Una Città Alta senza i suoi abitanti si tradurrebbe in una cartolina fasulla, poco interessante anche per il turismo.
  • Incentivare la nascita di un Distretto, aperto agli operatori economici del quartiere, che ne valorizzi le tipicità. Per quanto riguarda i negozi di vicinato, necessari per trattenere la popolazione residente, una parziale soluzione può venire dai locali di proprietà del Comune, che dovranno essere prioritariamente assegnati a questo tipo di attività. Una priorità è l’apertura di un piccolo supermercato di quartiere.
  • Connettere il sistema museale in un sistema armonico. Alternare le chiusure potrebbe essere una soluzione razionale e non costosa per andare incontro alle esigenze turistiche.
  • Dotare il quartiere di adeguate strutture sportive. Ci impegneremo per il recupero del campo dell'oratorio di Borgo Canale, promuovendo una convenzione con la Parrocchia.
  • Proseguire la valorizzazione del Parco dei Colli.
  • Valorizzare gli spalti, i percorsi meno consueti e sostenere le attività commerciali - Vanno promossi (anche tramite segnaletica) percorsi pedonali alternativi a quello “classico” della Corsarola, invitando i turisti a scoprire angoli inediti del Borgo e dei suoi Colli.